Il giudice boccia il Comune. La decisione del Consiglio di Stato: “E’ illegittimo strappare il contratto firmato con i costruttori”. Adesso la società può chiedere di rientrare in possesso dell’area assegnata per il parcheggio.
Questo è il titolo dell’articolo di Repubblica Milano di ieri. La motivazione della sentenza è disarmante: il Comune avrebbe raggiunto l’obiettivo di risolvere il contratto con Darsena S.p.a. se fosse partito dalla contestazione puntuale degli inadempimenti nei modi previsti dalla convenzione. E intanto, stando sempre all’articolo, sembra che ci sia un’altra causa avviata dal Comune contro i soci di Darsena S.p.a. per lo stato di degrado a cui aveva ridotto l’area.
Imperizia o dolo? Ovvero: il Comune si avvale di legali così palesemente inesperti? Il Sindaco Moratti ha voluto fare una prova di forza contro il parere degli avvocati per dimostrarsi capace di sanare in tempi brevi la situazione gravissima in cui versava da anni la Darsena? O, ancora, l’Amministrazione ha accettato consapevolmente il rischio di perdere la causa e di dover poi risarcire Darsena S.p.a., spendendo così altri soldi nostri, che poi non bastano mai per realizzare le opere di cui avrebbe bisogno la città, tra cui la sistemazione definitiva della stessa Darsena?
Adesso comunque la Darsena è tornata nelle mani del costruttore, quindi non sarà riaperta ai cittadini per chissà quanto tempo e intanto possiamo aspettarci che i lavori fatti vadano in malora, abbandonati a se stessi e ai vandalismi che sempre affliggono le aree abbandonate. E non dimentichiamo lo spreco di soldi pubblici che tutto questo comporta: 450.000 euro, pare, buttati al vento.
In ogni caso, questa sarà una pesante eredità della prossima amministrazione.
E ci vengono i brividi quando si parla di una possibile nuova candidatura a sindaco di Albertini che, dopo aver chiesto e ottenuto poteri speciali, varò il piano parcheggi che ha portato alla devastazione della Darsena e di altri punti cospicui della città (piano parcheggi, lo ricordiamo, da cui la Darsena non è mai stata stralciata). Possiamo immaginare che se Albertini diventerà di nuovo Sindaco, si troverà in un ‘faccia a faccia’ quanto meno imbarazzante, dovendo questa volta difendere l’interesse del Comune di fronte ad un’ impresa che era stata prima favorita.
Se invece venisse confermata Moratti, ci aspettiamo che il tutto si chiuderà con una ricca transazione economica a vantaggio di Darsena S.p.a., il cui ricorso abbiamo sempre pensato che mirasse a questo scopo: sfruttare l’imperizia della macchina amministrativa comunale ed intascare (come lecitamente la legge prevede) gli interessi per il mancato guadagno su un progetto che già nella sua stessa concezione dimostrava limiti pesantissimi. Sarebbe bello sapere a quanto ammonterà il salatissimo conto, ma qui il Comune tace.
Noi ci auguriamo che i milanesi sappiano riconoscere i danni che personaggi come Albertini e Moratti hanno causato alla nostra città: se Milano non è più al livello delle altre grandi città europee è anche per la mancanza di una visione concreta e moderna, al di fuori delle solite dinamiche di interessi personali e di potere. Sogniamo un Sindaco presentabile, colto e onesto, che dialoghi con i cittadini, nell’interesse della cittadinanza. E che non racconti barzellette (ascolta il “Gabriele Albertini Show a “Un giorno da pecora” di RadioDue!).